Lyrics

Hey Alicia, mia viajerita,
Calda pelle di indigena,
Piume di uccello intorno alle dita
E una chitarra alla schiena.
Dove te ne vai? Ti sei persa?
Sognavi il Messico e Puerto Escondido.
Ti han dato un trono, tu hai scelto la vita
E un paio d’ali di cera.

L’amore è dipendere,
L’amore è mentire,
L’amore non fa per te,
Mirare e colpire…

Hey Alicia, mia viajerita,
Dov’è finito il tuo nome
Di nobile signora di Siviglia?
I tuoi diamanti, il tuo regno?
Cosa troverai nella foresta?
Sognavi oceani e forti tempeste.
Ti han dato un principe, hai scelto la vita,
La tua leggenda scorre nel vento.

L’amore è dipendere,
L’amore è mentire,
L’amore non fa per te,
Mirare e colpire…

Hey Alicia, ti ho vista così,
In una notte di luna, fuoco sopra Agadir.
Cantavi sola, sola contro il deserto,
Domani è una vita nuova, al diavolo se ho perso…
Oh Alicia…

Alicia, la mia voce è per te,
Un giorno mi fermerò per cantare di te.
E chi sentirà le nostre storie di eroi
Forse non ci crederà, ma se ne andrà con noi…

Oh Alicia, mia viajerita,
La tua corona di perle si spezza,
Non c’è destino, né prigionia,
Solo una strada infinita…

© Enrico Zoni – 2015

Replico,
Solo ascolto e replico
Ogni suono che rimbalza e fugge dentro me.
Basta che scrivo e schizzo,
Mi dicono pazzo e muoio
Se non mi lasci perdere dentro ai miei se.
Dammi una storia, una causa,
Dammi un effetto e poi
Dammi uno specchio e mi rifletterò in te.
Vedi che non c’è più realtà,
Senti le nuove sonorità
E immagina anche quello che non c’è.

È una forma di magia
Quella nascosta in ogni uomo,
Forse ti sembrerà follia
Ma io la prendo come un dono.
È quel che faccio…

CHORUS:
Io, artisticando il momento,
Se quando canti non sento
E ci ritroviamo a dirlo ancora.
Penso, artisticando sul tempo
E se sbaglio non mi pento.
Anche quando l’occhio si chiude
E tutto appare così spento.
Artisticando il momento,
Se quando canti non sento
E ci ritroviamo a dirlo ancora.
Penso, artisticando sul tempo
Ecco un altro sentimento
Che renderò parola assieme a te.

Malattia,
La chiamano malattia
Ma in fondo è solo voglia di sorridere.
Parlami senza giudizio,
Finiscimi senza un inizio
E fammi un po’ di spazio per riemergere.
Dammi una storia, una causa,
Dammi un effetto e poi
Dammi uno specchio e mi rifletterò in te.
Vedi la strada per le stelle,
Senti il calore sulla pelle
E dalle rime nasce un fiore.

È una forma di magia
Quella nascosta dentro al tuono,
Forse ti sembrerà follia
Ma è proprio quello che voglio e sono…

CHORUS:
È una forma di magia
Quella nascosta dentro al tuono,
Forse ti sembrerà follia
Ma è tutto quello che so…

CHORUS:
Io, artisticando il momento,
Se quando canti non sento
E ci ritroviamo a dirlo ancora.
Penso, artisticando sul tempo,
Ecco un altro sentimento
Che renderò parola assieme a te.

© Enrico Zoni – 2013

Complicare
Per vivere di più…

Mi dicono “colora il mondo” ed io
Imparo a dipingere i muri della banca,
Mi fanno studiare l’arte a scuola
E io disegno i baffi sulla foto della Gioconda.

Criticano il mio pensiero,
Controllano l’involvere di ogni mia azione,
Mi istruiscono, mi sfruttano, mi nutrono d’oro,
Cosicchè non ho più una religione.
Spaccio di conformità,
La moda, la diva, la pubblicità.
Il nostro intuito che si arrende all’illusione
Di dipendere dalla necessità di questo…

CHORUS:
Complicare,
Che tutto quel che fai
Vuoi che sembri eccezionale.
Semplicemente complicare
Per vivere di più.

Cavalcano le giuste intuizioni,
Ti masterizzano, ti riprogrammano,
Ti definiscono in classifiche di lingua e nazione
E tu che speri nella tua occasione.

Furti d’identità,
La capra che diventa superstar.
Sarà il tuo ego immerso in ogni tua canzone
Che ti incatena indissolubilmente a questo…

CHORUS:
Complicare,
Che tutto quel che fai
Vuoi che sembri eccezionale.
Essenzialmente complicare
Per vivere di più,
Per vivere di più…

Spaccio di conformità,
La droga, la borsa,
La strada, la corsa,
Il cuore grande degli attori,
L’applauso ai sognatori,
La carta vincente dei giocatori.
Suona, ascolta
La musica che ti circonda,
Dammi solo una ragione per non continuare,
Che cosa ci potrà mai capitare?

CHORUS:
Complicare,
Che tutto quel che fai
Vuoi che sembri eccezionale.
Semplicemente complicare
E sbatterci la testa fino a quando
Non ti accorgi che non puoi cambiarlo…
Complicare,
Per vivere di più,
Per vivere di più…

© Enrico Zoni – 2014

PARTE I

Bianco sulla pelle
Ma veste nera l’ombra accanto a me,
Pensavo di esser solo,
Solo come un uomo nella realtà,
Una luce che mi ispira,
Che mi guida ad ogni istante verso te.

CHORUS:
Cercando un modo per comprendere
Questo bisogno di passione,
Finendo per scoprire che
Lui mi appartiene.
E dammi un modo per sconfiggere
Il silenzio che vedo intorno a te…
Domani io lo porterò con me.

Segretamente volare,
Volare oltre i confini di una verità,
E fluttuare tra i coralli
Rossi e gialli e blu, che senso ha?
Però poi quando si fa sera
Convincersi che il cielo non cadrà.

CHORUS:
Meravigliarsi di combattere
Per una nuova canzone,
Impegnarsi per capire che
Lei è importante
E non cercare di nascondere
La tua imperfezione…
Ti piacerà, non chiederti perché.

Come tracciare una linea
Tra quel che sono e quel che so di me,
Quasi fossi un grido
Che sfonda ogni barriera fino a te,
Trovarsi al centro di una scena
E recitare un ruolo che non c’è.

CHORUS:
Cercavo un modo per comprendere
Questo bisogno di passione,
Finendo per scoprire che
Lui mi appartiene.
E dammi un modo per sconfiggere
La mia convinzione…
Dimentico, ma so che non se ne andrà…

Ma c’è una mente che resiste in mezzo al fango
E il suo genio non affonda,
C’è un segreto che si cela tutt’intorno,
Fra la nebbia, nella schiuma, sotto l’onda.
Un’eco di passi in fondo alla stanza buia,
Un uomo ride, ho una strana impressione
Che sia io…

PARTE II

Non credevo, decisamente no,
Non credevo che fosse possibile
Separare il lato oscuro dal lato chiaro,
Scoprire di essere invincibile.
È come uscire dal mio corpo infetto
Ed osservarmi dentro a un riflesso.
No, non credevo di saper uccidere,
Di saper uccidere…

Liberi, liberi da noi…
Liberi, liberi, liberi…

Hai mai pensato nella tua testa,
Hai mai pensato che fosse possibile
Catapultarsi nell’immaginazione,
Accorgersi di essere incredibile?
È come entrare nella quarta dimensione
Per dividere il silenzio dal rumore.
No, non credevo di saper volare,
Di saper volare…

Liberi, liberi da noi…
Liberi, liberi, liberi da noi…

Cercando un modo per comprendere
Questo bisogno di passione,
Finendo per scoprire che
Lui mi appartiene.
E dammi un modo per sconfiggere
Il silenzio che vedo intorno a te…
Domani io lo porterò…
Con me.

© Enrico Zoni – 2014

Io non smetterò
Di cadere nella trappola
Delle sue invitanti occhiate e strane fantasie.
Vorrei ma non ho
Più scuse per potermi
Ancora abbandonare alle sue follie.

E adesso lei mi guiderà,
Vado lontano,
Danzo insieme al vento
E il vento non mi butta giù.
E dopo lei mi parlerà,
Apri la mano
E lascia cadere il tempo,
Che stanotte non si torna più…

CHORUS:
Trovare un suono caldo dentro a ogni colore,
Udire il buon profumo di un aquilone
E perdersi nel mezzo di una sensazione
Che in un attimo scomparirà.
Vivere come in un gioco,
Liberi di immaginare.
Lady J, oh Lady J… No!
Dimmi che non finirà, Lady…

Il suo nome è Lady J
Ma lei non si offre per più di un’ora
Di favole e poesie.
Prende i sogni e li moltiplica,
Li complica, per fare delle tue paure
Dolci melodie.

E adesso lei mi parlerà,
Vado lontano,
Danzo insieme al vento
E il vento non mi butta giù.
E dopo lei mi guiderà,
Apri la mano
E lascia cadere il tempo,
Che stanotte non si torna più…

© Enrico Zoni – 2016

Soldati di trincea,
Soldati di città
E dieci generali in fila al lunapark.
La festa di carnevale,
Il pranzo di Natale
E abbiamo già riempito il centro commerciale,
Allora…(Bla bla bla bla bla bla bla)
Io non ti sento ancora
(Bla bla bla bla bla bla bla)
Va bene… ci riprovo…La grande tigre del passato
È solo pezzi di carta sporca,
La giovane volpe lungo la strada
Dice che non le importa.
Il coraggio che non ho,
La fantasia che prendo in prestito,
Le occasioni che si perdono
Così, senza convinzione…
CHORUS:
(Bla bla bla bla bla bla bla)
È il futuro che gira intorno
(Bla bla bla bla bla bla bla)
Più mi parli più non ti sento più
(Bla bla bla bla bla bla bla)
Non mi gridare contro
(Bla bla bla bla bla bla bla)
No… Io non ti sento più.
La mela della strega,
La mela del prete,
Mele sulla bocca del muto borghese.
I porno di Freud,
Le presunzioni di Nietzsche,
Me li puoi pure spiegare, ma tanto chi ci capisce?
Prova ancora…
(Bla bla bla bla bla bla bla)
Hai per caso detto qualcosa?
(Bla bla bla bla bla bla bla)
A cosa pensi? Che cosa cerchi?
Un po’ di quotidianità.
A volte sogno ad occhi aperti
Ma non è certo una novità.
Il coraggio che non ho,
La fantasia che prendo in prestito,
Le occasioni che si perdono,
Però, però io ancora ti non sento…
I megafoni in piazza,
Gli spari nella notte,
Le botte, le risposte,
Le infermiere, belle e brutte.
I voli per l’America,
Gli stimoli del caffè,
I romanzi classici, il 3D,
Jovanotti o De Andrè.
Le interferenze radiofoniche,
La censura sul verbo,
La commedia, la tragedia,
Chi sta fuori, chi sta già dentro!
CHORUS:
(Bla bla bla bla bla bla bla)
È il futuro che gira intorno
(Bla bla bla bla bla bla bla)
Più mi parli più non ti sento più
(Bla bla bla bla bla bla bla)
Non mi gridare contro
(Bla bla bla bla bla bla bla)
A cosa pensi? Cosa cerchi?
Cosa vuoi? Cosa troverai?
CHORUS:
(Bla bla bla bla bla bla bla)
È il futuro che gira intorno
(Bla bla bla bla bla bla bla)

(Bla bla bla bla bla bla bla)
Non mi gridare contro
(Bla bla bla bla bla bla bla)
Io non ti sento…

© Enrico Zoni – 2013

Terra scura e misteriosa,
Tanto sole, poca pioggia,
Un grande mare che ristora,
Che fa godere la natura.
La foresta è silenziosa,
Ma sta attento, a volte mette un po’ paura.

C’è un odore di deserto,
Che si fonde con il vento,
Soffio orientale dai monti dell’Asia
Alle colline di San Jacinto.
Tutto si genera, tutto si muove,
Tutto ritorna, tutto sa come d’avventura.

Siamo anime senza un tetto,
Siamo uomini, nessuno è perfetto.
Falchi che volano dentro a una gabbia,
Granchi che dormon sotto la sabbia.
I suoni della notte sono musica,
Che batte senza più misura.
Tutto cresce, tutto si libera,
Tutto si forma e già mi fa paura.

CHORUS:
Eh, guarda intorno a te,
La gente non ci pensa
E canta senza un’intenzione.
Sai perché la vita va di fretta,
E tu vivi per stupirti
Di ogni singola emozione.
Siamo anime senza un tetto,
Siamo uomini, nessuno è perfetto.
Volti di donne multicolore,
Sguardi che gridan di dolore,
Una lacrima versata
E poi un sorriso ancora sporco di sudore.
A volte è bella la passione,
A volte è bello pure un fiore,
Quando ti trovi a contare le ore
E ti nascondi con le parole.
Tutto si mangia, tutto si impara,
Tutto si sputa e non ho più paura.
CHORUS:
Eh, guarda intorno a te,
La gente non ci pensa
E canta senza un’intenzione.
Sai perché la vita va di fretta,
E io vivo per sorridere
Di ogni singola invenzione
Insieme a te…
Terra scura e misteriosa,
Tanto sole, poca pioggia,
Dove il colore non conta un bel niente,
Conta soltanto la parola…

© Enrico Zoni – 2013

Figlia di un bacio,
Signora del vento,
Conosce a memoria la sua città
Ma la sogna al di là del tempo.
Non bada alla moda,
Profilo perfetto,
Tutti parlano di un corpo eccezionale,
Lei si allena a mantenerlo stretto.

È come un’onda che ti porta su,
Il trucco è non guardare giù…

CHORUS:
SINGIN’ OUT LOUD!
SINGIN’ FREE!
Siamo quello che siamo
E quello che non sappiamo
Lo cerchiamo dentro a un altro film.
Ti chiameranno Judith,
Tu chiamami Moony Guy.
Se il mondo che chiedi è questo, non aspettare,
Prendi quello che non sai.

Prodigio di strada,
Suonatore del quartiere,
Partito per New Orleans, Kansas City, Chicago,
Schiavo del suo stesso bicchiere.
Ha scalato la cima più impervia
Per salutare il suo amore dall’alto
E dirle “Cecilia, oh mia Cecilia,
Domani il sole asciugherà l’asfalto”.

È come un’onda che ti porta su,
Il trucco è non voltarti più…

CHORUS

È un’altra storia che non ha un senso,
Oggi un senso a noi non serve.
Due piccole menti incerte
Che cantano libere fuori tempo.

CHORUS (X2)
Figlia di un bacio…
Tu chiamami Moony Guy…
Moony Guy!

© Enrico Zoni – 2016

Ti è mai successo di perder le parole,
Non saper cosa dire, non saper dove andare?
Di sentirti dentro un suono che si spezza in gola
E finire piano piano per crollare al suolo?
Accettare gli insulti di scuola,
Perdere il coraggio di lottare da solo?
Ti è mai successo di tacere?
Ti è mai successo di morire?

Ebbene… Questa è la mia storia, c’è poco da dire,
Una storia di quelle che non si sa come.
E più io mi sforzo e più mi dimentico
Ogni discorso che ho fatto, persino il mio nome.
E nel silenzio ho visto tanto,
Dimenticato l’alfabeto,
E non lo dico per un vanto
Ma questo è solo un mio segreto.

È molto strano, troppo strano,
La gente ascolta ma non mi sente.
È strano che nessuno si accorga
Di quante ne ha già dette
E quante ne sparerà.
Non chiedo l’amore, non chiedo il perdono,
Nemmeno varietà di tono,
Ma tu prova a chiedermi ora di nuovo
Se sei bella sempre così,
Amore dimmi ancora di sì…

CHORUS:
Una bocca per amare,
Un piede per calciare,
Una testa capovolta all’ingiù.
Una mano per sparare,
Due occhi per mirare
E un dito per nascondermi se ci sei tu.
Ti voglio tanto bene,
Ma come fartelo capire?
Un altro giorno è scivolato su questa mia lingua
Finchè tu non ci sei più…
Ti è mai successo di perder le parole,
Non saper cosa dire, non saper dove andare?
Di sentirti dentro un suono che si spezza in gola
E finire piano piano per crollare al suolo?
Accettare gli insulti di scuola,
Perdere il coraggio di lottare da solo?
Ti è mai successo?
Sta zitto e ascolta…
Sono muto per vergogna, sono muto per rispetto,
A volte muto per dispetto.
Alla fine l’ho capito, l’ho capito, sono certo
Che un’idea si può rubare
Se la dici in confessionale…
CHORUS:
Un pungo per ferire,
Cinque dita per far pace,
Un’unghia da mangiare a colazione.
E non servono lauree,
Né giudici di parte
Per fare il muto di professione.
Ti voglio tanto bene,
Ma come fartelo capire?
Un altro giorno che ho passato a guardarvi blaterare
E sto ridendo già come un coglione…
Ti è mai successo di buttarti in mezzo al vento,
Cadere sull’asfalto e non ricordare?
Ti è mai successo di capire tutto quanto?
Ti è mai successo?
Ora sta zitto, tocca a me parlare…

© Enrico Zoni – 2013

È possibile che una strada di fango
Ti porti un giorno a un fiume
E dopo chilometri di salite e curve
Puoi rinfrescarti, ricordarti
Che ogni giorno ha i suoi dolori,
Ogni storia i suoi orrori…
Ogni buca è un ricordo di ieri.

È possibile che una madre distratta
Non sappia quando e come
Concedersi a coccole coi figli,
Adesso è tardi, basta però
Leggergli ogni fiaba fino in fondo,
Dirgli che a questo mondo
Ogni buca è un ricordo di ieri,
Ogni buca è un ricordo di ieri.

CHORUS:
È forse probabile che nessuno lo aveva previsto,
Ma provarci è da sempre un nostro merito.
Ad ogni goccia che cada in strada,
Ad ogni strada che si bagnerà,
Ad ogni diavolo là sotto che ci punirà,
Ogni buca è un ricordo di ieri…
Oh e adesso tutti qui, tutti insieme,
In questo giorno di memoria, di rinascita, di celebrazione,
E un coro che si alza alto verso il cielo fatto di persone,
Fatto di me e fatto di te.
Un’unica grande canzone
E le mie ali non si sciolgono vicino al sole.
E ho sognato che toccavo una stella,
Mi son svegliato ma non era quella,
Non m’han creduto e m’hanno rispedito in cella.
CHORUS:
Sarà forse probabile che nessuno lo aveva previsto,
Ma provarci è da sempre un nostro merito.
Ad ogni goccia che cada in strada,
Ad ogni strada che si bagnerà,
Ad ogni diavolo là sotto che ci punirà,
Ogni buca è un ricordo di ieri,
Ogni buca è un ricordo di ieri,
Ogni buca è un ricordo di ieri…

© Enrico Zoni – 2015

La notte scende lenta
E lentamente Peter si addormenta.
Dove se ne andrà?
Che cosa scoprirà?
È l’ora in cui là fuori la città
Rimane sola a disperare,
Ad aspettare te.

Da un giardino spunta un lupo
E il lupo canta alla sua luna.
Peter, che cosa inventerai?
E come riuscirai
A correrei nel buio su quel filo
In equilibrio fino al mare?

CHORUS:
È come scivolare sulla logica,
Ritrovarsi su una nuvola
E non cercar risposte ai tuoi perché.
Questa notte è un’altra vita,
Se pensi che non è finita,
Puoi svegliarti o continuare se lo vuoi.
Lasciami solo così,
Mi troverai seduto qui
Seduto qui…
La notte è una coperta calda e scura
Che non ha figura.
Dove finirà?
Che cosa porterà?
C’è un angelo che inciampa in piazza
E vola tra le luci dei night club,
Forse ride di noi.
E a Santo Stefano c’è un cieco pronto
A catturare il sole.
Peter, che cosa inventerai?
E come tornerai?
Esiste un modo per ridisegnare
Quel sentiero avanti a noi.

© Enrico Zoni – 2014

Prima o poi mi stancherò
Di ricadere ogni giorno in questa fantasia,
La stessa falsa verità
E un giorno o l’altro cambierò,
Ricomincerò e forse capirò che questa
È una paura solo mia.
Ma se non riesci più a seguirmi,
Tenta almeno di guardarmi mentre mi allontano,
Di ricordarti che potrai raggiungermi
E sulla strada ti dirò che t’amo.

Prima o poi per primo, sai,
Riuscirò a capire quale sia sta retta via,
Ma in fondo a cosa serve una vita senza guai?
Io scherzo, piango e dicono che è tutta un’utopia.
Si risica e si rosica per stare in pace con sé,
Come un principe rinchiuso in carcere,
Però la mappa del tesoro è solo in fondo a te.
E nonostante tutto voglio…

CHORUS:
Vi – vere,
Il vento soffia verso est,
Ma più va avanti e più lo sento
Fra – gile,
Prendila così com’è,
Non ho ancora finito di
Vi – vere.
E finalmente troverò
Un lieto fino alla mia storia
Con te.
Prima o poi risulterà
Che le coordinate per il viaggio ce le ho già
Ed era solo voglia di restare ancora un po’,
Perché alla fine sai che non è facile
Sentirsi a casa ovunque vada
E scrivere un’avventura di emozioni
Senza che qualcuno giudichi,
Ma fidati di me:
Se ci credi devi solo…
CHORUS
Devo andare,
Io non ho più scuse,
Ma se domani passi
Ricomincerò…
CHORUS

Capisco che è difficile
Ma prima o poi mi seguirai per
Vi – vere.
E finalmente troverò
Un lieto fino alla mia storia
Con te.

© Enrico Zoni – 2010

Ti sembrerà un po’ strano
Quando esploderà,
In ogni strada, in ogni casa
Ognuno tacerà.
Prova ad ascoltare…
Ora parla la città.

Suonerà stonato,
Troppo originale,
Soltanto un altro scherzo ingenuo
Di un’infermità geniale
E che mi piace…
Ecco che grida la città.

10, 100, 1000 amici
Che vogliono giocare
Quando il colle copre il sole
Ed è in arrivo il temporale.
E la gente corre a casa,
Corre a casa per paura,
Come se un cuore fosse caldo
Solo dentro a quattro mura,
E intanto piangono nascosti,
Si tengon stretti i loro sogni
E chiedon prestiti alla luna.
Io invece costruisco ali
Davanti a una finestra
E a volte mi domando
Se sia meglio fare uscir la testa.
E aspetto il mio momento…
CHORUS:
Distratto passo le notti a vagare,
A bussare alle porte di un’altra realtà,
Pensando alle cose più belle che ho,
Ci sei tu, pure tu a tenermi in bilico.
E scrivo solo di quello che so
E che trovo soltanto nell’altra realtà,
Perdendo me stesso in un gesto d’amore
Per te, solo te, senza niente di più,
Più di me…
Ridicolo.
Ti sembrerà selvaggio,
Un mostro in libertà,
Ma proprio come tutti gli altri
Un giorno amerà
E niente potrà mai fermarlo,
Nessun’arma cancellarlo
E intanto ride la città.
Io mi abbandono agli errori
Per capire se è possibile
Aprire la finestra
E sfidare l’impossibile.
Forse questo è il mio momento…
CHORUS
Io mi sento
Ridicolo…
CHORUS:
Distratto passo le notti a vagare,
A bussare alle porte di un’altra realtà,
Pensando alle cose più belle che ho,
Ci sei tu, pure tu a tenermi in bilico.
E tengo in tasca le mie fantasie
Come te, come te, come te, come te,
Come te, come te, come te, come te…
Ridicolo.

© Enrico Zoni – 2013

Io non so se posso spiegare
Questa tendenza al movimento,
Queste sinapsi di neuroni
Che mi guidano controvento.
Ero un bambino tormentato,
Mettevo i miei mostri in ogni racconto.
Oggi ne ho fatti di passi avanti,
Ma ancora ne tengo il conto.

CHORUS:
È così, un tic,
Io non mi fermerò.
È tutto un tic e non c’è un perché,
Questa volta non mi salverò.

Io non so se posso spiegare
Questa ricerca di un ordine cosmico,
Questo pensare sempre in pari
Che a te può risultare comico.
Un colpo di ciglia, un gesto geometrico,
Un cenno del mento non fotogenico.
Oggi ne ho fatti di passi avanti,
Ma ancora il mio mondo è cubico.

CHORUS:
È così, un tic,
Io non mi fermerò.
È tutto un tic e non c’è un perché,
Ma questa volta io mi distinguerò.

Un passo più lungo, un calcio nel vuoto,
Un canto sotto la luna solo per te …
Un lieve gioco di spalla, un graffio,
Una mano, la mia, si tende verso il prossimo …
Un passo più lungo, un calcio nel vuoto,
Non posso più trattenere l’amore che è in me,
L’amore che è in me!

CHORUS:
È così, un tic,
Tu non mi fermerai.
È tutto un tic e non c’è un perché,
Questa volta non mi salverò…
Perché è così…
Tu lasciami saltare in questo tic!
È tutto… Un tic…

© Enrico Zoni – 2016

Il primo uomo aveva un cesto d’argento legato a un dito,
“Domani partirò, domani” ripeteva, fin da quando era piccino,
“E non tornerò da voi”.
Quell’illusione così dolce, così epica da credere di scriversi il destino.
E una valigia in cuoio, la foto di suo nonno partigiano nel Trentino,
“Prega per me se vuoi”.

CHORUS:
“E volerò, sparirò fra le barche, nella spuma senza più destinazione.
E sognerò che cambierò, farò finta di fermare il tempo, ma ci crederò.
Proverò di vincere la sfida che ho con tutta la gente:
Correggere il mio nome…
(Cosa mi manca per andare?)

“Il secondo uomo vide un fulmine sfrecciare sulle onde del mattino,
“All’alba morirò, è un segno” lui diceva, eppure il cielo era sereno,
“Non ho più paura ormai”.
Illimitato dal pensiero di conoscere la vita oltre il recinto dell’umano.
Sentì la libertà, quell’attimo di ghiaccio dove il mare incontra il vuoto,
Il sole si gira e va lontano…

CHORUS:
“E volerò, sparirò fra le barche, nella spuma senza più destinazione.
E sognerò che cambierò, farò finta di fermare il tempo, ma ci crederò.
Proverò di vincere la sfida che ho con tutta la gente,
Correggere il mio nome…
(Cosa mi manca per amare?)”
Il terzo uomo si puliva dentro all’acqua dal brillare del suo trucco,
Cantava vi – vere, cantava e la sua vita si accendeva con un tocco
Di musica e nuvole.
Si dice che abbia vinto un posto in piedi tra i più grandi visionari e innovatori,
Stanotte se ne va, stanotte i suoi ricordi sono fragili rumori
In un mare di favole,
In un mare di favole…

© Enrico Zoni – 2015

Ho l’impressione che c’è molto di più,
Nei tuoi discorsi avverto un dolce accento blues.

CHORUS:
Non c’è cosa più sana
Di una brutta giornata,
Noi due soli in casa,
Un sigaro, un bicchiere di scotch
E un disco che gira.
Non c’è niente di male,
E’ il tuo modo di fare,
Mentre il tempo non passa
In questo amore un po’ vintage verso sera.

Avrei una pazza voglia di anni Settanta…
Wish you were here, Transformer, Ziggy Stardust.

CHORUS:
Strana coincidenza
Io e te in questa stanza,
Puoi distrarmi ancora
Prima di sparire
E lasciarmi da solo per cena.
C’è qualcosa che resta
Qui sulla porta e nella mia testa.
E il mio cuore si arresta
In questo amore un po’ vintage…
Noi, prigionieri di città
Sogniamo Woodstock e l’Hyde Park.
Ah tu, amica mia,
Non pensarci più,
Chiudi gli occhi perché
Io suonerò per te.
Ho un’ora o poco più per dirti chi sono,
Ma se ti va posso anche inventare un altro gioco.
CHORUS:
Strana coincidenza
Io e te in questa stanza.
Taxi Driver o Scarface?
Domani forse non ti vedrò
Ma guardami ancora.
C’è qualcosa che resta
Qui sulla porta e nella mia testa.
E il mio cuore si arresta
In questo amore un po’ vintage… Verso sera.
In questo amore un po’ vintage verso sera.
In questo amore un po’ vintage…

© Enrico Zoni – 2014